Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 – Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale
Di che cosa tratta questa norma?
Decreto-legge urgente su salario giusto, incentivi all'occupazione e contrasto del caporalato digitale, con recepimento di direttive europee sul lavoro.
Per chi: Datori di lavoro privati, lavoratrici e lavoratori svantaggiati, imprese, INPS e INAIL, organi di vigilanza sul lavoro.
Termini:
- Bonus donne 2026: esonero 100% dei contributi previdenziali (escluso INAIL) fino a 24 mesi.
Dati essenziali
- Paese
- Italia
- Area del diritto
- Diritto del lavoro
- Fonte
- normattiva.it
- Testo acquisito il
- Spiegazione aggiornata il
Che cosa regola questa norma?
Articolato in cinque Capi, il decreto introduce incentivi all'occupazione (tra cui il Bonus donne 2026), disposizioni in materia di salario giusto e trasparenza retributiva, misure di prevenzione e contrasto del caporalato digitale e ulteriori disposizioni urgenti. Richiama e attua le direttive UE 2022/2041 (salari minimi adeguati), 2023/970 (parita retributiva e trasparenza) e 2024/2831 (lavoro tramite piattaforme digitali). Il Bonus donne prevede l'esonero contributivo del 100% per assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate. Convertito con modificazioni dalla L. 25 giugno 2026, n. 112.
A chi si applica questa norma?
Datori di lavoro privati, lavoratrici e lavoratori svantaggiati, imprese, INPS e INAIL, organi di vigilanza sul lavoro.
Quali sono i punti chiave?
- Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62; convertito con modificazioni dalla L. 25 giugno 2026, n. 112 (GU 27/06/2026, n. 147).
- Bonus donne 2026: esonero 100% dei contributi previdenziali (escluso INAIL) fino a 24 mesi.
- Limite mensile: 650 euro per lavoratrice; 800 euro nella ZES unica per il Mezzogiorno.
- Recepisce le direttive UE 2022/2041, 2023/970 e 2024/2831.
- Riferimenti al regolamento (UE) 651/2014 per i lavoratori svantaggiati.
- Entrata in vigore: 1 maggio 2026; GU n. 99 del 30 aprile 2026. Codice: 26G00082.
Diritto del lavoro
Testo della legge
Testo della legge
DECRETO-LEGGE 30 aprile 2026, n. 62 ultimo aggiornamento all'atto: 27/06/2026 Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale. (26G00082) note:
Entrata in vigore del provvedimento: 01/05/2026Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 25 giugno 2026, n. 112 (in G.U. 27/06/2026, n. 147) (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/06/2026) (GU n.99 del 30-04-2026) aggiornamenti all'articolo IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 35, 36 e 39 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, recante «Attuazione della direttiva 91/533/CEE concernente l'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro»;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE»;
Visto il decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 recante «Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30»;
Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante «Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246»;
Vista la legge 7 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)»;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante «Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro»;
Visto il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, recante «Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183» e, in particolare, l'articolo 51;
Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di attivare con immediatezza misure a tutela della dignità dei lavoratori e delle imprese, introducendo disposizioni per contrastare fenomeni di crescente precarizzazione in ambito lavorativo;
Considerata la direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022 relativa ai salari minimi adeguati nell'Unione Europea;
Considerato che l'ordinamento italiano risulta conforme ai principi espressi nella citata direttiva;
Considerato, altresì, che ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, della direttiva citata resta impregiudicata la prerogativa di uno Stato membro di applicare o introdurre disposizioni legislative, regolamentari o amministrative più favorevoli ai lavoratori o di promuovere o consentire l'applicazione di contratti collettivi che siano più favorevoli ai lavoratori;
Considerato che sussiste la necessità, ai sensi della citata direttiva, di incentivare la promozione della contrattazione collettiva e di specificare il monitoraggio dell'adeguatezza retributiva e la raccolta e trasmissione dei dati;
Ritenuto necessario individuare, ai sensi dell'articolo 10 della citata direttiva, l'ente che provvede all'inoltro delle informazioni e delle relazioni periodiche alla Commissione europea;
Vista la direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 maggio 2023 concernente l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione;
Vista la direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali;
Ritenuto necessario rafforzare gli strumenti di trasparenza, monitoraggio e verifica delle retribuzioni effettivamente corrisposte, anche mediante l'utilizzo delle banche dati pubbliche disponibili, al fine di prevenire il contenzioso e rendere più efficaci le attività di vigilanza;
Ritenuto, altresì, necessario assicurare un quadro normativo uniforme che consenta di contrastare fenomeni di dumping contrattuale e di garantire condizioni di concorrenza leale tra imprese;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 28 aprile 2026;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità;
Emana il seguente decreto-legge:
Art. 1Bonus donne 2026
Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l'orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L'incremento della base occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. L'esonero di cui al presente articolo non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.