Art. 420 c.p.c. – Udienza di discussione della causa
In breve
La norma disciplina l'udienza di discussione nel rito del lavoro: il giudice interroga le parti, tenta la conciliazione e formula una proposta; la mancata comparizione o il rifiuto ingiustificato sono valutati ai fini del giudizio. Le parti possono farsi rappresentare da procuratore con poteri conciliativi. Il verbale di conciliazione è titolo esecutivo. Se la causa è matura, il giudice pronuncia sentenza; altrimenti ammette le prove rilevanti, disponendone l'assunzione nella stessa udienza o, se necessario, entro dieci giorni, con termini per note e controprove. In caso di chiamata di terzi, fissa nuova udienza con termini per le notifiche. Sono vietate udienze di mero rinvio.
Sintesi divulgativa. Fa fede esclusivamente il testo dell'articolo.
Nell'udienza fissata per la discussione della causa il giudice interroga liberamente le parti presenti, tenta la conciliazione della lite e formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. La mancata comparizione personale delle parti, o il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio. Le parti possono, se ricorrono gravi motivi, modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate, previa autorizzazione del giudice.
Le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. La mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da parte del procuratore è valutata dal giudice ai fini della decisione.
Il verbale di conciliazione ha efficacia di titolo esecutivo.
Se la conciliazione non riesce e il giudice ritiene la causa matura per la decisione, o se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o alla competenza o ad altre pregiudiziali la cui decisione può definire il giudizio, il giudice invita le parti alla discussione e pronuncia sentenza anche non definitiva dando lettura del dispositivo.
Nella stessa udienza ammette i mezzi di prova già proposti dalle parti e quelli che le parti non abbiano potuto proporre prima, se ritiene che siano rilevanti, disponendo, con ordinanza resa nell'udienza, per la loro immediata assunzione.
Qualora ciò non sia possibile, fissa altra udienza, non oltre dieci giorni dalla prima, concedendo alle parti, ove ricorrano giusti motivi, un termine perentorio non superiore a cinque giorni prima dell'udienza di rinvio per il deposito ... di note difensive. 178
Nel caso in cui vengano ammessi nuovi mezzi di prova, a norma del quinto comma, la controparte può dedurre i mezzi di prova che si rendano necessari in relazione a quelli ammessi, con assegnazione di un termine perentorio di cinque giorni. Nell'udienza fissata a norma del precedente comma il giudice ammette, se rilevanti, i nuovi mezzi di prova dedotti dalla controparte e provvede alla loro assunzione.
L'assunzione delle prove deve essere esaurita nella stessa udienza o, in caso di necessità, in udienza da tenersi nei giorni feriali immediatamente successivi.
Nel caso di chiamata in causa a norma degli articoli 102, secondo comma, 106 e 107, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che, entro cinque giorni, siano notificati al terzo il provvedimento nonché il ricorso introduttivo e l'atto di costituzione del convenuto, osservati i termini di cui ai commi terzo, quinto e sesto dell'articolo 415. Il termine massimo entro il quale deve tenersi la nuova udienza decorre dalla pronuncia del provvedimento di fissazione.
Il terzo chiamato deve costituirsi non meno di dieci giorni prima dell'udienza fissata, depositando la propria memoria a norma dell'articolo 416.
A tutte le notificazioni e comunicazioni occorrenti provvede l'ufficio.
Le udienze di mero rinvio sono vietate.
Giurisprudenza sull'Art. 420 c.p.c.
Articoli richiamati
- Art. 102Litisconsorzio necessario
- Art. 106Intervento su istanza di parte
- Art. 107Intervento per ordine del giudice
- Art. 415Deposito del ricorso e decreto di fissazione dell'udienza
- Art. 416Costituzione del convenuto
Articoli che richiamano questo articolo
- Art. 410Tentativo di conciliazione
- Art. 421Poteri istruttori del giudice
- Art. 424Assistenza del consulente tecnico
- Art. 425Richiesta di informazioni e osservazioni alle associazioni sindacali
- Art. 426Passaggio dal rito ordinario al rito speciale
- Art. 428Incompetenza del giudice
- Art. 447-bisNorme applicabili alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto
- Art. 450Giudice d'appello