Gratuito patrocinio: requisiti di reddito e come fare domanda
Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente chiamato gratuito patrocinio, consente a chi non ha mezzi sufficienti di farsi assistere da un avvocato e, se necessario, da un consulente tecnico senza pagarne i compensi: li anticipa o li liquida lo Stato. È disciplinato dal testo unico sulle spese di giustizia, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, e vale nel processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario, nella volontaria giurisdizione e, dopo la riforma Cartabia, anche nella mediazione e nella negoziazione assistita obbligatorie che si concludono con un accordo.
Il requisito centrale è il reddito: conta il reddito imponibile ai fini IRPEF risultante dall'ultima dichiarazione, sommato a quello dei familiari conviventi, entro una soglia aggiornata ogni due anni con decreto ministeriale. Nelle cause civili serve anche che le ragioni non siano manifestamente infondate. L'istanza si presenta al Consiglio dell'ordine degli avvocati nel civile e al giudice nel penale, scegliendo un difensore iscritto negli appositi elenchi. Di seguito chi può accedere, come si calcola il reddito, come si compila e dove si deposita l'istanza, che cosa copre l'ammissione e quando può essere revocata.
In sintesi
Termine
Nel civile il Consiglio dell'ordine degli avvocati decide sull'istanza entro dieci giorni dal deposito; se la respinge o la dichiara inammissibile, l'istanza può essere riproposta al giudice competente per la causa. Nel penale decide il magistrato procedente, di regola entro dieci giorni, e contro il rigetto si può ricorrere entro venti giorni dalla notifica. L'ammesso deve comunicare le variazioni di reddito rilevanti entro trenta giorni dalla scadenza di ogni anno dalla presentazione dell'istanza, fino alla definizione del processo. L'ammissione produce effetti dalla data dell'istanza: le attività svolte prima restano a carico della parte.
Cosa fare
Verificare il tipo di procedimento e la posizione processuale. Il patrocinio spetta all'indagato, all'imputato, al condannato, alla persona offesa e al danneggiato che si costituisce parte civile nel processo penale, e a chi agisce o resiste in un giudizio civile, amministrativo, contabile o tributario. Copre anche la volontaria giurisdizione e, alle condizioni di legge, la mediazione e la negoziazione assistita quando sono condizione di procedibilità e si chiudono con un accordo.
Nel penale sono esclusi, tra gli altri, gli imputati per reati di evasione fiscale e chi è assistito da più di un difensore di fiducia. Nel civile non è ammessa la parte che agisce per crediti altrui ceduti. Le vittime di alcuni reati gravi, come maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori, sono ammesse anche oltre i limiti di reddito.
Calcolare il reddito rilevante del nucleo. Si considera il reddito imponibile ai fini IRPEF risultante dall'ultima dichiarazione presentata, compresi i redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva. Se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, si sommano i redditi di tutti i componenti, salvo che la causa riguardi diritti della personalità o che gli interessi del richiedente siano in conflitto con quelli dei familiari, come nella separazione.
La soglia è aggiornata ogni due anni con decreto del Ministero della giustizia (nell'aggiornamento del 2023 era di 12 838,01 euro). Nel penale il limite è elevato di 1 032,91 euro per ogni familiare convivente. Superare la soglia anche di poco comporta il rigetto o la revoca.
Scegliere un avvocato iscritto negli elenchi del patrocinio. Il difensore deve essere iscritto nell'elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato tenuto dal Consiglio dell'ordine del distretto di corte d'appello in cui si svolge il processo. Gli elenchi sono pubblicati sui siti degli ordini, divisi per materia.
L'avvocato ammesso non può chiedere compensi al proprio assistito: ogni patto contrario è nullo e la violazione costituisce illecito disciplinare. Conviene chiarire subito con il difensore se l'istanza verrà depositata da lui, come avviene quasi sempre, e quali documenti servono. Molti ordini accettano l'istanza per via telematica o tramite PEC del difensore.
Compilare l'istanza e la dichiarazione sostitutiva. L'istanza è sottoscritta dall'interessato, con firma autenticata dal difensore o depositata personalmente con copia del documento d'identità. Deve contenere la richiesta di ammissione, le generalità e il codice fiscale del richiedente e dei familiari conviventi, la dichiarazione sostitutiva di certificazione sul reddito complessivo e l'impegno a comunicare le variazioni rilevanti.
Nel civile vanno indicate anche le pretese che si intendono far valere, con i fatti e le prove, perché il Consiglio dell'ordine valuta che non siano manifestamente infondate. Lo straniero con redditi all'estero allega la certificazione dell'autorità consolare; se non può ottenerla, è ammessa una dichiarazione sostitutiva, come ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 157/2021.
Depositare l'istanza all'ufficio competente. Nel civile l'istanza si presenta al Consiglio dell'ordine degli avvocati del luogo in cui ha sede il giudice davanti al quale pende il processo o, se il processo non è ancora iniziato, il giudice competente. Nel penale si deposita presso l'ufficio del magistrato procedente, anche in udienza. Nel processo tributario e amministrativo esistono apposite commissioni presso le corti di giustizia tributaria e i tribunali amministrativi.
Per la mediazione e la negoziazione assistita l'istanza va al Consiglio dell'ordine del luogo in cui ha sede l'organismo di mediazione o del giudice che sarebbe competente. Non sono dovuti marca da bollo né diritti per l'istanza. Conservare la ricevuta di deposito, da cui decorrono gli effetti dell'ammissione.
Attendere la decisione e reagire al rigetto. Nel civile il Consiglio dell'ordine ammette in via anticipata e provvisoria entro dieci giorni, oppure respinge o dichiara inammissibile l'istanza. In caso di rigetto l'interessato può riproporla al giudice competente per la causa, che decide con decreto.
Nel penale il magistrato decide con decreto; contro il rigetto si propone ricorso al presidente del tribunale o della corte d'appello entro venti giorni dalla notizia del provvedimento. L'ammissione provvisoria del Consiglio dell'ordine può essere successivamente revocata dal giudice se mancano i presupposti: per questo è essenziale che la dichiarazione dei redditi sia completa fin dall'inizio.
Sapere che cosa copre l'ammissione. L'ammissione comporta la prenotazione a debito del contributo unificato, dell'imposta di registro e dei diritti di copia, e l'anticipazione da parte dello Stato delle spese per consulenti tecnici, notifiche e testimoni. I compensi del difensore sono liquidati dal giudice al termine di ciascuna fase o del grado, nel civile con una riduzione rispetto ai valori ordinari.
L'ammissione non copre le spese che la parte soccombente deve rimborsare alla controparte vittoriosa: se si perde la causa, la condanna alle spese ai sensi dell'art. 91 c.p.c. resta a carico dell'ammesso. Nel civile, inoltre, la parte rimasta soccombente non può giovarsi dell'ammissione per proporre impugnazione, salvo eccezioni previste dalla legge.
Comunicare le variazioni e prevenire la revoca. Per tutta la durata del processo l'ammesso deve comunicare le variazioni di reddito rilevanti, entro trenta giorni dalla scadenza di ogni anno dalla presentazione dell'istanza. Il giudice revoca l'ammissione se i presupposti vengono meno, se risultano insussistenti fin dall'origine o se la parte ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.
La revoca ha effetto retroattivo: le somme anticipate dallo Stato vengono recuperate e il difensore può chiedere i compensi direttamente al cliente. Le dichiarazioni false od omesse sono punite con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa, aumentate se dall'irregolarità è derivata l'ammissione. Il controllo è affidato alla Guardia di finanza e all'Agenzia delle entrate.
A cosa fare attenzione
- Dimenticare nella dichiarazione i redditi del coniuge o del figlio convivente, o i redditi esenti come alcune indennità: la verifica della Guardia di finanza porta alla revoca retroattiva e alla denuncia penale.
- Confondere il reddito imponibile con il reddito netto o con l'ISEE: per il patrocinio conta l'imponibile IRPEF dell'ultima dichiarazione, sommato a quello dei familiari conviventi, non l'indicatore ISEE.
- Conferire incarico a un avvocato non iscritto negli elenchi del patrocinio: l'ammissione non può operare con quel difensore e l'assistito deve pagarne i compensi o cambiare legale.
- Pensare che l'ammissione protegga da ogni costo: in caso di sconfitta nel civile la condanna a rimborsare le spese della controparte resta a carico dell'ammesso, e una lite temeraria può portare anche alla revoca.
- Depositare l'istanza dopo aver già iniziato la causa o la mediazione: gli effetti decorrono dalla data dell'istanza e l'attività precedente non viene liquidata dallo Stato.
- Accettare di versare acconti al difensore ammesso: il patto è nullo e le somme possono essere richieste in restituzione, ma la questione andrebbe segnalata al Consiglio dell'ordine. Per i casi dubbi sul calcolo del reddito conviene chiedere un parere preventivo allo sportello dell'ordine o a un avvocato.
Base normativa
Decisioni giudiziarie correlate
Domande frequenti
Qual è il limite di reddito per il gratuito patrocinio?
Il limite è fissato dall'art. 76 del d.P.R. n. 115 del 2002 e aggiornato ogni due anni con decreto del Ministero della giustizia; con l'aggiornamento del 2023 era di 12 838,01 euro di reddito imponibile annuo. Se si convive con familiari si sommano i loro redditi. Nel penale la soglia aumenta di 1 032,91 euro per ogni familiare convivente.
Il reddito del coniuge conta per il gratuito patrocinio?
Sì, se il coniuge convive con il richiedente: si sommano i redditi di tutti i familiari conviventi. Fa eccezione la causa in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli dei familiari, come la separazione o il divorzio, o la causa sui diritti della personalità: in questi casi conta solo il reddito personale.
Dove si presenta la domanda di gratuito patrocinio?
Nelle cause civili si presenta al Consiglio dell'ordine degli avvocati del luogo dove ha sede il giudice competente, di solito tramite l'avvocato scelto. Nel processo penale si presenta al magistrato che procede, anche in udienza. Per il processo tributario e amministrativo esistono apposite commissioni presso le rispettive corti.
Posso scegliere qualsiasi avvocato con il gratuito patrocinio?
No. L'avvocato deve essere iscritto nell'elenco dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato tenuto dal Consiglio dell'ordine del distretto di corte d'appello. All'interno dell'elenco la scelta è libera. L'avvocato ammesso non può chiedere compensi al cliente: li liquida il giudice e li paga lo Stato.
Il gratuito patrocinio copre anche le spese se perdo la causa?
No. L'ammissione copre i compensi del proprio avvocato, il contributo unificato e le spese anticipate dallo Stato, ma non le spese legali della controparte. Se il giudice condanna l'ammesso a rimborsarle in base all'art. 91 c.p.c., deve pagarle di tasca propria.
Il gratuito patrocinio vale per la separazione e il divorzio?
Sì. Nella separazione e nel divorzio conta solo il reddito del richiedente, perché i suoi interessi sono in conflitto con quelli del coniuge. Occorre comunque indicare nell'istanza le domande che si intendono proporre, come affidamento dei figli e assegno di mantenimento.
Uno straniero può avere il gratuito patrocinio?
Sì. Nel penale, secondo la giurisprudenza prevalente, può essere ammesso anche lo straniero privo di permesso di soggiorno; nel civile lo straniero regolarmente soggiornante ha gli stessi diritti del cittadino. Per i redditi prodotti all'estero serve una certificazione consolare; se non è ottenibile, la Corte costituzionale (sentenza n. 157/2021) ha ammesso la dichiarazione sostitutiva.
Le vittime di violenza hanno diritto al gratuito patrocinio senza limiti di reddito?
Sì. La persona offesa da reati come maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, atti persecutori e mutilazioni genitali femminili è ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 1/2021, ha ritenuto legittima questa ammissione automatica.
Il gratuito patrocinio vale anche per la mediazione obbligatoria?
Sì, dopo la riforma Cartabia, per la mediazione e la negoziazione assistita che sono condizione di procedibilità della domanda giudiziale, quando si concludono con un accordo. Prima della riforma la Corte costituzionale, con la sentenza n. 10/2022, aveva già riconosciuto il patrocinio nella mediazione obbligatoria conclusa con accordo.
Cosa succede se dichiaro un reddito sbagliato?
Se il reddito effettivo supera la soglia, l'ammissione viene revocata con effetto retroattivo e lo Stato recupera le somme anticipate. Se la dichiarazione è falsa o incompleta, si rischia anche la condanna penale alla reclusione da uno a cinque anni e alla multa prevista dal testo unico sulle spese di giustizia.
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