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NASpI 2026: requisiti, domanda all'INPS, durata e importo

La NASpI (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego) è l'indennità mensile di disoccupazione che l'INPS eroga ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente. È disciplinata dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e spetta in caso di licenziamento, anche disciplinare, di scadenza del contratto a termine, di dimissioni per giusta causa o rassegnate durante il periodo tutelato di maternità, nonché di risoluzione consensuale raggiunta nelle sedi previste dalla legge. Non spetta, invece, a chi si dimette volontariamente, ai dipendenti pubblici a tempo indeterminato e agli operai agricoli, che hanno una propria indennità.

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, a pena di decadenza. L'importo è calcolato sulla retribuzione degli ultimi quattro anni, diminuisce progressivamente dopo i primi mesi e dura al massimo 24 mesi. Chi la percepisce resta legato a un patto con il centro per l'impiego e deve comunicare ogni nuovo lavoro, pena la perdita del beneficio. Di seguito i requisiti, la domanda passo per passo, il calcolo, la compatibilità con il lavoro, l'anticipazione per avviare un'attività autonoma e le vie per contestare un rigetto.

Sicurezza sociale

In sintesi

Termine
La domanda di NASpI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza.
Area del diritto
Sicurezza sociale
Passaggi
Giurisprudenza
3
Aggiornato al
03/11/2026

Termine

La domanda di NASpI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza. Se è presentata entro l'ottavo giorno, l'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione; altrimenti dal giorno successivo alla domanda, senza recupero dei giorni persi. Il termine è sospeso durante eventi come la maternità o la malattia indennizzate e, se è stata pagata l'indennità sostitutiva del preavviso, decorre dalla fine del periodo corrispondente. Ogni nuovo lavoro o attività autonoma va comunicato all'INPS entro 30 giorni.

Cosa fare

  1. Verificare che la cessazione sia involontaria. La NASpI spetta dopo un licenziamento, compreso quello disciplinare, alla scadenza di un contratto a tempo determinato, dopo dimissioni per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie, mobbing, demansionamento, trasferimento ingiustificato) e dopo dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità, fino al primo anno di vita del figlio.

    La risoluzione consensuale dà diritto all'indennità solo se raggiunta nella procedura di conciliazione davanti all'Ispettorato prevista per i licenziamenti per motivo oggettivo o dopo il rifiuto di un trasferimento a oltre 50 chilometri dalla residenza. Attenzione alle assenze ingiustificate prolungate: la legge n. 203 del 2024 le considera, a certe condizioni, dimissioni per fatti concludenti, che escludono la NASpI.

  2. Controllare il requisito contributivo. Occorrono almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni che precedono la cessazione; il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno non si applica più. Contano i contributi versati o dovuti, anche se il datore non li ha pagati.

    Dal 2025, se il lavoratore si era dimesso volontariamente da un precedente impiego nei dodici mesi antecedenti, per ottenere la NASpI dopo la perdita del nuovo lavoro servono almeno 13 settimane di contribuzione maturate nel rapporto successivo alle dimissioni. La regola, introdotta dalla legge di bilancio 2025, colpisce chi si dimette e viene licenziato poco dopo dal nuovo datore.

  3. Raccogliere i documenti prima della domanda. Servono la lettera di licenziamento o la comunicazione di cessazione, l'ultima busta paga, le coordinate IBAN di un conto intestato o cointestato al richiedente e, in caso di dimissioni per giusta causa, la documentazione che la prova (diffide, denunce, decreto ingiuntivo per le retribuzioni non pagate).

    È utile scaricare dal sito dell'INPS l'estratto conto contributivo per verificare le settimane accreditate: se mancano contributi, conviene chiedere subito la regolarizzazione al datore o segnalare l'omissione all'Istituto. Chi ha percepito altre indennità di disoccupazione negli ultimi quattro anni deve sapere che quei periodi non si contano di nuovo per la durata.

  4. Presentare la domanda online entro 68 giorni. La domanda si inoltra sul sito dell'INPS con SPID, CIE o CNS, tramite il Contact center oppure tramite un istituto di patronato, gratuitamente. Nel modulo si indicano il motivo della cessazione, l'eventuale nuova attività e il conto su cui ricevere i pagamenti.

    La domanda di NASpI equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID): il richiedente risulta disoccupato e viene preso in carico dal centro per l'impiego. Presentarla dopo il sessantottesimo giorno significa perdere definitivamente l'indennità, senza possibilità di recupero. Per non perdere giorni di indennità conviene inviarla entro l'ottavo giorno dalla cessazione.

  5. Capire come si calcolano importo e durata. L'importo si basa sulla retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. L'indennità è pari al 75 % della retribuzione media mensile fino a una soglia rivalutata ogni anno dall'INPS, più il 25 % della parte eccedente, entro un massimale mensile.

    Dal sesto mese l'importo si riduce del 3 % al mese; per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda la riduzione parte dall'ottavo mese. La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, esclusi i periodi già indennizzati, fino a un massimo di 24 mesi. Durante la fruizione sono accreditati i contributi figurativi utili per la pensione.

  6. Firmare il patto di servizio con il centro per l'impiego. Dopo la domanda il centro per l'impiego convoca il beneficiario per definire il profilo e sottoscrivere il patto di servizio personalizzato, con gli impegni di ricerca attiva del lavoro, formazione e colloqui. Partecipare è una condizione per mantenere l'indennità.

    La mancata presentazione alle convocazioni senza giustificato motivo comporta sanzioni crescenti previste dal d.lgs. n. 150 del 2015: decurtazione di una parte della mensilità, poi di una mensilità intera, fino alla decadenza. Il rifiuto di un'offerta di lavoro congrua senza giustificato motivo comporta la decadenza immediata dalla NASpI.

  7. Comunicare il nuovo lavoro entro 30 giorni. Chi trova un lavoro dipendente con reddito annuo entro la soglia di legge conserva la NASpI ridotta, purché comunichi all'INPS il reddito previsto entro 30 giorni dall'inizio. Un contratto di durata non superiore a sei mesi sospende l'indennità, che riprende alla fine del rapporto; un contratto più lungo con reddito superiore alla soglia la fa decadere.

    Anche l'avvio di un'attività autonoma o d'impresa con reddito entro il limite annuo va comunicato con il modulo NASpI-Com entro un mese. L'omessa comunicazione comporta la decadenza e la restituzione di quanto percepito dopo l'inizio dell'attività, anche se il reddito era modesto.

  8. Valutare l'anticipazione per avviare un'attività autonoma. Chi vuole mettersi in proprio, avviare un'impresa o sottoscrivere una quota di capitale di una cooperativa può chiedere la liquidazione anticipata delle mensilità non ancora percepite, presentando la domanda entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Le modalità di pagamento sono state riviste di recente: prima della domanda conviene verificarle sul sito dell'INPS.

    Chi, prima della scadenza del periodo coperto dall'anticipazione, instaura un rapporto di lavoro subordinato deve restituirla. Con la sentenza n. 90 del 2024 la Corte costituzionale ha limitato l'obbligo alla durata del lavoro subordinato quando l'attività d'impresa non può proseguire per causa non imputabile al lavoratore.

  9. Contestare il rigetto o la decadenza. Contro il provvedimento dell'INPS si propone ricorso amministrativo online al Comitato provinciale dell'Istituto, di regola entro 90 giorni dalla comunicazione. Senza ricorso amministrativo la domanda giudiziale è improcedibile (art. 443 c.p.c.).

    Se il ricorso è respinto o il Comitato non decide nei termini, si può agire davanti al tribunale in funzione di giudice del lavoro (art. 442 c.p.c.), rispettando i termini di decadenza per l'azione giudiziaria sulle prestazioni temporanee. Chi ha un reddito modesto è esente dal contributo unificato. In caso di dimissioni per giusta causa contestate dall'INPS, è decisivo provare l'inadempimento del datore con documenti datati.

A cosa fare attenzione

Base normativa

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Questa legge introduce riforme del mercato del lavoro per renderlo più inclusivo e dinamico, con l'obiettivo di creare occupazione, favorire la…
Questa legge introduce modifiche alla normativa esistente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, aggiornando le disposizioni relative…
Questa legge stabilisce il bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025 e il bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027, introducendo…

Decisioni giudiziarie correlate

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Dichiara illegittimo l'art. 8, comma 4, del d.lgs. n. 22 del 2015 nella parte in cui non limita la restituzione dell'anticipazione NASpI alla durata del lavoro subordinato, quando l'impresa non può proseguire per causa non imputabile al lavoratore.
Ritiene non fondata la questione sull'obbligo di restituire per intero l'anticipazione NASpI in caso di rapporto di lavoro subordinato instaurato prima della scadenza del periodo coperto.
Ritiene non fondata, nei sensi della motivazione, la questione sull'abrogazione dell'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti per i lavoratori agricoli disposta dalla legge n. 92 del 2012.

Domande frequenti

10
Chi ha diritto alla NASpI?

Hanno diritto i lavoratori dipendenti del settore privato, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato e i dipendenti pubblici a termine che hanno perso il lavoro involontariamente e possono far valere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni. Sono esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli, che hanno una propria indennità.

Entro quando si presenta la domanda di NASpI?

Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, a pena di decadenza. Conviene presentarla entro l'ottavo giorno: in quel caso l'indennità decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione. Se la domanda arriva dopo, l'indennità decorre dal giorno successivo alla presentazione e i giorni precedenti sono persi.

Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?

Di regola no. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, ad esempio per stipendi non pagati, molestie o demansionamento, e quelle presentate durante il periodo tutelato di maternità o paternità. La giusta causa va documentata e indicata nella domanda; l'INPS può chiedere la prova dell'inadempimento del datore di lavoro.

Quanto dura la NASpI?

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, esclusi i periodi che hanno già dato luogo a indennità di disoccupazione. Il massimo è di 24 mesi. Chi ha lavorato con continuità negli ultimi quattro anni ottiene quindi la durata piena; chi ha avuto contratti brevi ottiene una durata proporzionalmente ridotta.

Quanto si prende di NASpI al mese?

L'indennità è pari al 75 % della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni fino a una soglia rivalutata ogni anno, più il 25 % della parte eccedente, entro un massimale mensile fissato dall'INPS. Dal sesto mese l'importo si riduce del 3 % al mese, dall'ottavo per chi ha almeno 55 anni.

Si può lavorare mentre si prende la NASpI?

Sì, entro certi limiti. Un lavoro dipendente con reddito annuo entro la soglia di legge consente di conservare l'indennità ridotta, purché lo si comunichi all'INPS entro 30 giorni. Un contratto fino a sei mesi sospende la NASpI; uno più lungo con reddito superiore alla soglia la fa decadere. Anche le attività autonome vanno comunicate.

La risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?

Solo in due casi: quando l'accordo è raggiunto nella procedura di conciliazione davanti all'Ispettorato territoriale del lavoro prevista per i licenziamenti per motivo oggettivo, oppure quando il lavoratore rifiuta un trasferimento a una sede distante oltre 50 chilometri dalla residenza. Una risoluzione consensuale firmata in azienda non dà diritto all'indennità.

Cos'è l'anticipazione NASpI e come si chiede?

È la liquidazione anticipata delle mensilità non ancora godute per avviare un'attività autonoma, un'impresa individuale o entrare in una cooperativa. La domanda si presenta all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Se prima della scadenza del periodo coperto si viene assunti come dipendenti, l'anticipazione va restituita, nei limiti indicati dalla Corte costituzionale.

Cosa fare se l'INPS respinge la NASpI?

Si presenta ricorso amministrativo online al Comitato provinciale dell'INPS, di regola entro 90 giorni dalla comunicazione del rigetto. Se il ricorso è respinto o non deciso nei termini, si può agire davanti al giudice del lavoro. Senza il ricorso amministrativo la causa è improcedibile.

Il licenziamento disciplinare fa perdere la NASpI?

No. Anche il licenziamento per giusta causa o per motivi disciplinari è considerato perdita involontaria del lavoro e dà diritto alla NASpI, se ci sono i requisiti contributivi. Diverso è il caso delle dimissioni per fatti concludenti dopo assenze ingiustificate prolungate, che la legge equipara a dimissioni volontarie.

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Aggiornato al: · Fonti: Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 – Ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria (NASpI), Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 – Servizi per il lavoro e politiche attive, Legge 28 giugno 2012, n. 92 – Riforma del mercato del lavoro, Legge 13 dicembre 2024, n. 203 – Disposizioni in materia di lavoro, normattiva.it, EUR-Lex

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