Art. 131-bis Codice penale – Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
In breve
La norma esclude la punibilità per i reati con pena detentiva non superiore nel minimo a due anni, o con pena pecuniaria, quando l'offesa è di particolare tenuità, valutata secondo modalità della condotta, esiguità di danno o pericolo e condotta successiva, e il comportamento non è abituale. Non è tenue l'offesa se l'autore ha agito per motivi abietti o futili, con crudeltà anche su animali, con sevizie, profittando di minorata difesa anche per età, o se ne sono derivate morte o lesioni gravissime non volute. Sono inoltre esclusi specifici reati elencati. Il comportamento è abituale in casi definiti dalla legge, e regole particolari valgono per il calcolo della pena e per le attenuanti di tenuità.
Sintesi divulgativa. Fa fede esclusivamente il testo dell'articolo.
Nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel minimo a due anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, anche in considerazione della condotta susseguente al reato, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.
L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 150.
L'offesa non può altresì essere ritenuta di particolare tenuità quando si procede: 1) per delitti, puniti con una pena superiore nel massimo a due anni e sei mesi di reclusione, commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive; 2) per i delitti previsti dagli articoli 336, 337 e 341-bis, quando il fatto è commesso nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell'esercizio delle proprie funzioni, nonché per il delitto previsto dall'articolo 343; 3) per i delitti, consumati o tentati, previsti dagli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 391-bis, 423, 423-bis, 558-bis, 582, nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, 583, secondo comma, 583-bis, 593-ter, 600-bis, 600-ter, primo comma, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-undecies, 612- bis, 612-ter, 613-bis, 628, terzo comma, 629, 644, 648-bis, 648-ter; (388) 393 . 4) per i delitti, consumati o tentati, previsti dall'articolo 19, quinto comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194, dall'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, salvo che per i delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo, e dagli articoli 184 e 185 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; 4-bis) per i delitti previsti dalla sezione II del capo III del titolo III della legge 22 aprile 1941 n. 633, salvo che per i delitti di cui all'articolo 171 della medesima legge. 4-ter) per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 255-ter, 256, commi 1-bis, 3 e 3-bis, 256-bis e 259 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. (384)
Il comportamento è abituale nel caso in cui l'autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.
Ai fini della determinazione della pena detentiva prevista nel primo comma non si tiene conto delle circostanze, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. In quest'ultimo caso ai fini dell'applicazione del primo comma non si tiene conto del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all'articolo 69.
La disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del danno o del pericolo come circostanza attenuante.
Giurisprudenza sull'Art. 131-bis Codice penale
Articoli richiamati
- Art. 69Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti
- Art. 133Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena
- Art. 171Morte del reo dopo la condanna
- Art. 256Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato
- Art. 314Peculato
- Art. 317Concussione
- Art. 318Corruzione per l'esercizio della funzione
- Art. 319Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio
- Art. 319-bisCircostanze aggravanti
- Art. 319-terCorruzione in atti giudiziari
- Art. 319-quaterInduzione indebita a dare o promettere utilità
- Art. 320Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio
- Art. 321Pene per il corruttore
- Art. 322Istigazione alla corruzione
- Art. 322-bisEstensione ai funzionari internazionali ed europei
- Art. 336Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale
- Art. 337Resistenza a un pubblico ufficiale
- Art. 341-bisOltraggio a pubblico ufficiale
- Art. 343Oltraggio a un magistrato in udienza
- Art. 391-bisElusione delle restrizioni carcerarie nelle comunicazioni
- Art. 423Incendio
- Art. 423-bisIncendio boschivo
- Art. 558-bisCostrizione o induzione al matrimonio
- Art. 576Circostanze aggravanti. Ergastolo
- Art. 582Lesione personale